Perché Budapest è una figata

Budapest. Quando Lui mi ha proposto questa destinazione per un week end fuori porta, ammetto di aver detto, molto diplomaticamente, “ci vai tu”.

Ammetto che non mi ispirava per niente, tanto più come destinazione per rompere il guscio che mi ero creata negli ultimi due anni. Dopo il nostro viaggio a New York, infatti, mi era salita un’ansia da viaggio che aveva tenuto bloccata tutta la nostra famiglia. Certo, nel frattempo ci siamo girati in lungo e in largo l’Italia (più in lungo direi, in largo ci vuole poco), ma nessuno se lo aspettava, da una che ha sempre affermato convinta che avrebbe conservato lo stivale per la terza età. E poi i viaggi, secondo me, iniziano fuori confine. Geografico, mentale, quello “di sicurezza”. La famosa “confort zone”.

E quindi, alla fine, ho detto si.

Nel frattempo, scoprivo che la metà delle persone attorno a noi, a Budapest ci era stata, e tutti l’avevano trovata bellissima. E sul web trovavo un sacco di dritte e la voglia di partire aumentava.

Alla fine, confermo, Budapest è una figata. Ci ha sorpreso e conquistato sotto ogni punto di vista.

Budapest bicicletta

Budapest locali carini dove mangiare

Budapest street art

Internazionale e piena di energie vibranti, in primis. Anche tendente all’hypster, se vogliamo dirla tutta. Ma a noi l’hypsterismo, sotto sotto, ci piace.

Quell’atmosfera da respirare a pieni polmoni, quella che in fondo cerco sempre ma solo quando la trovo capisco che si, è proprio quella. Quella che mi ossigena e mi fa sentire viva.

E poi educata, pacata, pacifica. Tre aggettivi che mi mancano, da quando vivo a Roma.

Budapest taxi

 

Cordiale, si ho trovato il popolo ungherese davvero cordiale. E aperto. Nessun problema di comunicazione, tutti conoscono l’inglese alla perfezione.

Una città a misura d’uomo, da girare a piedi, perfetta per famiglie con bambini piccoli.

Budapest con bambini

Posti carini a Budapest

E poi quella sensazione di fiducia nel futuro, di ottimismo diffuso, di possibilità. Stati d’animo che nel nostro Paese stanno cadendo nell’oblio.

Come al solito, ho visto la metà delle cose che avevo segnato, perché finisce sempre così…apriamo la mappa, individuiamo un percorso, ma poi quella stradina è tanto carina, dai facciamola, oh guarda qui, gira di qua che mi ispira…ed ecco stravolto ogni piano, improvvisando il nostro itinerario alternativo. Risultato: ben pochi luoghi d’interesse all’attivo, ma tanta, tanta vita reale, scorci di quotidianità, occhi, personalità e idee di cui fare il pieno.

In fondo è questo, per me, il vero viaggio (breve o lungo che sia).

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