Leggerezza e tagli di capelli. E i miei aggettivi di femminilità

Io ve lo dico, non sono una tipa leggera.

Magari posso sembrarlo, sempre presa come sono nel ruolo della caricatura di me stessa. Perché di fatto, non mi so prendere sul serio, o per lo più faccio in modo che gli altri non lo facciano.

Cambiamenti tagli di capelli

Ma chi mi conosce bene sa, suo malgrado, che so essere pesantuccia. Della serie che tutte le seghe mentali sono mie, sia mai che me ne sfugga qualcuna o mi dimentichi di filosofeggiare sulla qualunque, pena sentirmi irreversibilmente macchiata di superficialità. Sono in grado di tirare in ballo i massimi sistemi anche davanti all’ardua scelta tra cono e coppetta, figuriamoci sulle questioni più importanti quali: TV in casa si o no, carne si o no, sculacciata si o no, e mi fermo qui facciamo di si.

Io ci ho anche provato, ad essere più easy nell’approccio alla vita. E ci sono anche riuscita, per un po’. Riuscivo addirittura ad addormentarmi senza essermi prima struccata, il massimo della trasgressione per una che è abilissima ad imporre a se stessa regole ferree per il puro gusto di impedirsi di lasciarsi andare. E sia mai cosa possa capitare se tali regole auto imposte vengono trasgredite.

Dicevo, ci stavo quasi riuscendo ad affrontare la vita senza per forza complicarmela, quando poi all’improvviso sono diventata mamma (hai visto, la leggerezza, che porta via le paure e fa miracoli!) e sbam…la pesantezza che credevo di essermi lasciata alle spalle mi è tornata indietro con gli interessi.

Piano piano sta andando meglio, ma sono convinta si possa sempre migliorare. Credo di doverlo a me stessa e alla mia famiglia.

Ovviamente ogni processo di cambiamento, nel mio caso, deve passare per una luuuunga serie di riflessioni. Anche sulle questioni più frivole.

Il taglio dei capelli, ad esempio.

Leggerezza e tagli di capelli
Some years ago: quando mi sentivo moooolto leggera.

Lo sappiamo tutte, una seduta dal parrucchiere, soprattutto se dai drastici risultati, non è mai una mera questione estetica. E’ un’ esperienza catartica. Perché il cambiamento inizia dall’immagine che abbiamo di noi stesse. Non importa se in pochi noteranno il nuovo colore o i centimetri in meno, se a noi servono a far partire un percorso interiore che prima proprio non prendeva avvio.

Quindi ecco, sto pensando di partire da lì. Da un taglio alle lunghezze di troppo, alle pesantezze inutili, ai nodi che non lasciano scivolare le mie mani come vorrei. Con fluidità.

Alla faccia dei vari “è un peccato tagliarli”. Alla faccia della femminilità. Perché mi pare un po’ sorpassato, il discorso della femminilità abbinata ai capelli lunghi. Se è così la femminilità è una sorta di peso che ci dobbiamo portare dietro. La femminilità passa anche dalla sicurezza e dalla praticità. Sicura e pratica, due aggettivi che non sento miei ultimamente. Ma che fanno parte dell’immagine di donna che ho sempre voluto essere.

Anche se poi filosofeggio sulle mie insicurezze. Ma lo faccio come esperienza catartica.

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