Due anni (e due mesi) di te

Ritrovare questo post tra le bozze, scritto più di due anni fa. Lo sapevo, che fosse li, ma non lo leggevo da tanto. E questa sera decido di pubblicarlo, perché è sempre bello – per me – rivivere momenti che solo le parole scritte a caldo sanno fermare nel tempo.

Quante foto ho di te amore mio, te ne scatto di continuo, benedetta epoca degli smartphone. Non so come avrei fatto d’altri tempi, visto che la macchina fotografica non è altrettanto comoda da tenere sempre a portata di mano, nonostante io fossi sempre abituata ad averla in borsa, prima. Te ne scatto di continuo, di foto, uno scatto dopo l’altro, cento scatti della stessa scena. Tutti uguali, per gli altri. Non per me ovvio, che so cogliere la minima differenza nelle tue espressioni, nei tuoi gesti buffi e ancora goffi da bimbo. Come un fotografo che cerca l’attimo perfetto, io scatto di continuo, attribuendo la stessa importanza anche agli scatti meno perfetti. Eppure sento che le immagini, da sole, potrebbero omettere qualche particolare. Ecco che riempio con le parole, queste loro probabili mancanze. Ormai hai due anni amore mio, ometto mio, bimbo bello, bimbo buffo, come ti chiamano all’asilo. Buffo è di sicuro l’aggettivo che ti si addice di più. Riesci a far ridere tutti, anche gli altri genitori, con i tuo modi impacciati ma allo stesso tempo convinti, con le tue frasi, con la gioia disarmante che ci regali sempre. Con il tuo modo da vecchietto, un po’ burbero e panciuto, che sbuffa ai richiami, che osserva gli altri a distanza, curioso ma senza dare troppa confidenza, che si prende i suoi spazi, mantenendo una certa diffidenza. Salvo poi aprirti all’improvviso con chi vuoi tu, e regalare i più grandi sorrisi. Come quando mi corri incontro quando vengo a prenderti all’asilo, e urli “mamma”, emozionandomi ogni volta. Sei una forza della natura amore mio, e sempre mi chiedo da chi hai preso questo carattere, pieno di solarità e di senso del rispetto, in primis per te stesso. Sei un mangione, lo sei sempre stato. Mangi le verdure più impensabili per un bambino, broccoli e spinaci, lenticchie e ceci, sei tutto la tua mamma! Poi però alla sera chiedi il dolce, e ti chiudi in cucina con papà, perché sai che lui ti concede un biscotto e un po’ di cioccolata. E poi puntualmente corri da me con la bocca piena e un sorriso che lascia ben pochi dubbi, e papà ti rimprovera di non saper mantenere i vostri segreti da uomini. Ti piace ballare, ci fai ridere un sacco. Noi ti mettiamo tutte le sere le musiche più tamarre, e tu inizi a muovere la testa, poi a piegare le ginocchia…e poi via ti lanci scatenato al centro del salotto. E guai a noi se stiamo seduti! “Papà balla papà!” “Mamma balla mamma!”. Non sai quanti video ti facciamo di nascosto! Adesso hai pure imparato a fare yoga come la tua mamma, ti sono entrate in testa le posizioni che mi vedi fare la mattina quando ti svegli prima del previsto! E poi ti piacciono i libri, tanto. Vuoi che te ne legga sempre, ogni sera. E ci fai credere di saper scrivere, interpretando i tuoi scarabocchi con le parole che sai pronunciare! Attualmente le più gettonate (oltre ai classici mamma e papà, o al tuo tipico “papamamma“, parola con cui ti riferisci sia a noi che ai Barbapapà!), sono “Graaaaande” e “picchio picchio” (piccolo piccolo), “buio” e “luce“…probabilmente stai apprendendo il concetto dei contrari, e casa nostra si trasforma in una discoteca quando vuoi sperimentare il concetto di acceso-spento su ogni interruttore a cui riesci ad arrivare. Ti ho anche fatto vedere le tue ecografie, e hai imparato che quando eri “picchio picchio” eri nella “pancia mamma“. Poi non dimentichiamoci la “brum brum mamma” e la “brum brum papà“, la “ruspa” che ci ha fatto socializzare con tutti gli operai del cantiere davanti casa, e il “din din” che pronunci ogni volta che qualcuno nomina il tram (anche se il nostro non fa din din come quello di Daniel Tiger”) Hai già avuto la prima fidanzatina, e la mamma si è emozionata quando le maestre mi hanno detto di averti trovato su un angolo che le leggevi il libro dei Barbapapà…amore mio bellissimo e dolcissimo, che ha già capito che l’uomo un po’ intellettuale ha sempre il suo fascino! Non sai quante altre cose potrei dire di te, potrei parlare all’infinito, come ogni mamma sa fare con i propri figli. Per il momento, mi fermo qui.

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