"La vita è una valigia"

                     

Siamo stati qualche giorno a casa dei nonni. A casa dei miei. A casa mia.
 
Proprio non ce la faccio a chiamarla “casa dei miei”. 
Ci sono state diverse partenze, dalle quali ogni volta sapevo che sarei tornata. 
C’è stata La partenza, dalla quale siamo tornati in due, anzi in tre. Per poi partire di nuovo, alla ricerca di una casa che fosse “nostra”, definitiva, per quanto poco ci piaccia la finta certezza di questo aggettivo.
Ma nonostante tutto, quella li, la “casa dei miei”, rimarrà per sempre “casa mia”. 
Il luogo dove mi ritrovo ogni volta, di cui mi sento parte e che sento parte di me, dove sono amata e amo, dove ogni oggetto ha una storia, un ricordo, un’immagine. Un sapore di infanzia, una scintilla d’adolescenza, la voglia di andarmene, la sicurezza nel tornare.
 
Ogni volta ritrovo me bambina, che corro in giardino tra coccole e amore. Sento i primi tacchi alti che corrono giù dalle scale. Rivedo i libri sul tavolo prima di un esame.
Ed è tutto malinconicamente bello.
 
E mi piace tornarci ora, con mio figlio e il mio ragazzo, che proprio non ci piace chiamarci “compagni”.
Mi piace guardarmi da fuori, in quelle stanze con loro due, sotto gli sguardi dei miei genitori leggermente invecchiati, teneri come solo gli sguardi dei nonni sanno essere. E stupirmi ogni volta del fatto che stia accadendo veramente. Emozionarmi perchè davvero è potuto succedere.
 
Sono stati quattro giorni di questo. 
Di famiglia, finalmente estesa e rumorosa come io, figlia unica, avrei sempre voluto.
Di chiacchiere con l’amica di sempre, con cui prima passavo le ore ad analizzare gli attimi, mentre ora abbiamo solo attimi per raccontarci le ore, i mesi, le nostre vite.
Di cene con l’altra amica di sempre, questa volta in sette, questa volta con i nostri cinque uomini totali, compreso l’ultimo arrivato, il suo secondo bimbo conosciuto per la prima volta.
Di calma e lentezza, questa volta concise in pochi giorni, tanto da diventare frenesia. La mia amata frenesia. Che senza non ci so stare.
 
E mi fa sempre bene tornare. Fare il pieno di tutto e di tutti, mescolare le carte, il presente col passato, renderli una cosa sola. Rendermi conto che è ancora tutto li, che posso stare tranquilla, che non si tratta di una vita passata, di un’altra me. Non c’è una vita di prima e una vita di adesso. E’ tutto semplicemente parte integrante della mia vita, di quello che sono, sono semplicemente io. E tutto ciò mi segue, mi completa, mi da forza. Mi segue in ogni percorso, ricordandomi quella che sono. Unendosi al nuovo.
 
 
E ora capisco quella frase letta anni fa, “La vita è una valigia”.
E’ un bagaglio che cresce, si evolve, si arricchisce. Ogni tanto qualcosa è bene lasciarlo fuori, ma ciò a cui tengo, viene tutto via con me.
Ed è meraviglioso.

                   
                   

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2 comments

  1. Sai, da quando e' nata Picci non sono ancora riuscita a tornare a casa. Che poi la casa in cui sono cresciuta non c'e' piu', era in un'altra citta'… ma il calore e il casino della famiglia, da rivivere in una nuova fase della vita, ancora non l'ho provato. Spero presto.

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  2. Immagino sia dura resistere, la voglia di condividere questi nanetti con i propri cari è sempre grande, e, per come sono fatta io, averli lontani mi fa sentire in colpa anche nei confronti loro, che possono godersi poco il nipotino…immagino per te il tutto sia amplificato da un oceano di mezzo…ma vedrai che emozione quando riuscirai a tornare…ti auguro che avvenga molto presto!

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